Moda e Tendenze

Quali sono i cibi più pregiati e costosi al mondo?

14 Maggio 2018

Mi piace iniziare questo articolo con una citazione del grande Charlie Chaplin:La cosa più triste che possa immaginare è l’assuefazione al lusso”.
Proprio così. Non trattiamo di tradizioni gastronomiche di un paese, dell’origine dei piatti, il loro nome, il significato di gesti e le consuetudini che ruotano attorno alla tavola.
Il cibo è cultura, istinto, un’esigenza di vita ed un linguaggio artistico che unisce uomini di ogni razza e religione.
Tuttavia, ci sono aziende agricole che sperimentano prodotti di nicchia, rivolti ad un consumatore-estimatore esigente e facoltoso.
Qui di seguito una curiosa panoramica di alcuni cibi molto costosi e pregiati.

Formaggi.

Il primo formaggio al mondo prodotto esclusivamente con latte d’asina. E ‘stato presentato per la prima volta a Milano Expo 2015 . Per l’occasione fu soprannominato “Asinino Reggiano” a motivo della tipologia di formaggio, asinino e del luogo di produzione appunto il territorio reggiano.

Il suo colore è bianco avorio, la pasta ha una consistenza semi tenera, la sua forma è cilindrica. Ha un sapore e un aroma delicato e fragrante di orzo, cocco, mandorla e nocciola e un retrogusto “selvatico”. Il latte d’asina è ricco di vitamine, alza le difese immunitarie, è un anti-age e una sorta di viagra naturale. Occorrono 24,5 lt. di latte d’asina per fare 1 kg di formaggio. Un’asina produce tra 2 e 4lt al giorno mungendola 2/3 volte nelle 24 ore.

Un litro di latte costa 40 euro. 1 kg. di formaggio 1.000 euro!

Il formaggio di latte d’alce prodotto solo da maggio a settembre e la mungitura richiede una delicata procedura che dura due ore per ogni animale che ne produce soltanto 2,5 litri al giorno; 750 euro al chilo. Il sapore del latte è leggermente salato e amarognolo, è simile a quello di vacca, ma più grasso e meno dolce. Il contenuto di grassi è superiore al 10%, quello di proteine oltre l’8%. Il contenuto di aminoacidi essenziali, come treonina, metionina, istidina è alto, il doppio di quello del latte vaccino. Anche il contenuto di microelementi come silicio, magnesio, manganese, alluminio, molibdeno e cobalto è superiore a quello del latte vaccino. Il latte di alce può essere conservato a lungo se congelato, senza perdita di proprietà essenziali.

Blue Stilton.

 Il formaggio “blu” è uno dei pochi formaggi tradizionali britannici.

Ci sono solo sei caseifici autorizzati a produrre Stilton. È prodotto con latte di vacca intero, pastorizzato ed erborinato. La crosta è di colore grigio mentre la pasta è giallo ocra con muffe verde grigio. La pasta è caratterizzata da tipiche venature blu, compatta e dal gusto pungente.

A prima vista il formaggio blu non è molto diverso dal nostro Gorgonzola ma questo solo in apparenza, infatti ha un sapore piccante, ma più dolce del Gorgonzola.

Lo stilton può essere consumato in vari modi: con le verdure, nelle creme di legumi, nelle zuppe oppure spalmato su cracker, biscotti e pane. Gli inglesi usano gustarlo a fine pasto accompagnandolo con un buon vino Porto. Costo circa 40 euro chilo.

Caciocavallo podolico, € 100 / kg. Questo nobile formaggio è prodotto dal latte di vacche d’origine ucraina, allevate tra Abruzzo e Puglia. Gusto unico, da scoprire. E’ un formaggio nobile, consumato soltanto in tavola, solitamente alla fine dei pasti. Un avanzato grado di stagionatura (anche cinque, sei anni) gli conferisce una serie di qualità organolettiche: profumi complessi, di pascolo e di macchia, nonché una persistenza gustativa inimitabile.

Il miele Elvish.

Questa speciale varietà di miele viene estratta a 1800 metri di profondità presso la valle di Saricayir, nella città di Artvin, situata a nord-est della Turchia. La ricchezza di minerali della grotta da cui viene estratto migliora la qualità di questo prodotto e ne fa salire il valore. La storia di questo miele è cominciata nel 2009, quando l’apicoltore Gunay Gunduz ha visto delle api entrare e uscire da una grotta. Incuriosito, ha deciso poi di entrare e prendere campioni di quel miele e il risultato si chiama miele Elvish. Secondo Gunduz, questo miele può essere usato sia come alimento che come farmaco. Infatti, viene prodotto in maniera naturale e senza alveare. Inoltre, l’area in cui viene estratto è ricca di piante spontanee e medicinali.

Ma come tutti i beni di consumo per assaggiarli bisogna comprarli.

Il Miele Elvish si può trovare anche in barattoli da 170 grammi e 270 grammi, costa solamente (si fa per dire), 5.000 euro al chilo. Un costo alto ma giustificato per vivere un’esperienza sensoriale da mille e una notte.

Il fungo Matsutake.

La capacità di questo fungo di crescere dove altre forme di vita non riuscirebbero a farlo, dopo il disastro causato dalla bomba sganciata su Hiroshima ad esempio, il Matsutake è stato fra i primi segnali di vita ad apparire in un paesaggio tragicamente alieno, lo rende inoltre un simbolo di rinascita e di rigenerazione.

Ritornando al lato puramente alimentare, in alcuni ristoranti tradizionali di Kyoto, questo fungo viene presentato quasi come fosse un diamante o un prezioso gioiello e l’apprezzamento del cibo comincia, come molto spesso succede nella cucina nipponica di un certo rango, ben prima che l’alimento tocchi la bocca di chi lo mangia. Gli originali funghi Matsutake, dall’odore caratteristico, crescono solo nelle foreste di pini del Giappone, in un preciso momento dell’anno. I funghi matsutake sono famosi per il loro aroma fruttato e speziato e il sapore e odore inconfondibili. Il prezzo? 2.000 dollari al chilo.

La Pizza Royale 007 di Domenico Crolla.

Il creatore di questa deliziosa e lussuosa pizza è lo chef Domenico Crolla, l’artista italo-scozzese della pizza di Glasgow. È realizzata con pomodoro, salmone, caviale marinato nello champagne e aragosta marinata nel cognac Louis XII Remy Martin, nonché medaglioni di pregiatissima carne di cervo, e costa 4.200 dollari.

Il caviale almas.

È il caviale più raro ed ha una breve scadenza. È prezioso come un gioiello, ricercato come un diamante. E in russo “almas” significa proprio “diamante”. Di colore giallo-bianco, è ricavato da storioni del Mar Caspio di oltre cento anni di vita. Ed è proprio l’elevata età del pesce a determinare la raffinatezza del gusto e il colore delle uova: più lo storione è vecchio, più il colore delle uova si avvicina al bianco puro, più la qualità è alta.

25.000 dollari a scatola.


Il caviale Oona.

Arriva, direttamente dalla Svizzera, il caviale Oona. Una pietanza che risulta sempre più luxury in quanto a rischio di estinzione, ma che in terra svizzera continua ad avere un mercato vivace.

Oona è talmente pregiato da essere venduto in tutto il mondo, da Hong Kong ad Abu Dhabi, per arrivare persino in Russia. 225 dollari per una confezione di 30 grammi.

Limone caviale.


Lo chiamano il caviale dei vegani. In effetti quelle vescicole di forma ellittica possono ricordare le pregiate uova di storione. E poi anche il prezzo – fino a 200 euro il chilo, ma dipende dalle varietà – fa pensare a uno dei prodotti simbolo dell’alta cucina e del lusso.
Stiamo però parlando del finger lime a polpa bianca – un frutto derivante da finger lime, limequat e kumquat – agrume che da poco ha fatto la sua comparsa sul mercato italiano.

 

La bistecca Wagyu Kobe.

Carne di manzo proveniente da bovini giapponesi, morbida e saporita (mille euro al chilo).
La parola wagyu deriva dall’accostamento di due concetti: Wa, significa letteralmente “giapponese”, ma racchiude in sé i significati più profondi di armonia e pace, estremamente rappresentativi della cultura e dei modi nipponici. Gyu invece è più concreto e sta per “bovino”. Il manzo di Kobe è un tipo di wagyu, si ricava da un bovino dal manto nero della razza della regione di Tajima. È tra i più pregiati e viene allevato nel distretto della città di Kobe, da cui prende il nome. La caratteristica essenziale di questo tipo di carne è la sua trama. Tecnicamente si parla di marmorizzazione (sashi), ovvero sono presenti striature bianche più o meno accentuate e diffuse. Si tratta di grasso. Ma non è un grasso qualunque: è delicato e ricco di acido oleico.

Le angurie nere di Densuke

Questa anguria Giapponese viene coltivata solo nell’isola settentrionale di Hokkaido; il suo sapore è insuperabile, con un livello di dolcezza completamente diverso e nettamente superiore ai nostri, caratterizzata da una polpa molto rossa e croccante (più o meno la stessa consistenza dei nostri cocomeri) con pochissimi semi. E’ nota per la sua buccia dura che possiede una tonalità molto scura di verde da apparire a volte nera e lucida. Il Cocomero Densuke non è ancora molto coltivato al di fuori del Giappone, ma i semi iniziano a essere disponibili in commercio anche in Europa e America.

Per quanto riguarda la coltivazione amatoriale di queste angurie bisogna sapere che, in generale , occupano una notevole quantità di spazio e sono, quindi, non facilmente sistemabili in molti giardini. Essi richiedono anche diversi mesi di cura e manutenzione ordinaria, rendendo disponibili per la vendita pochi pezzi all’anno (nel 2016 circa 70.000 pezzi – dati coltivatori città di Toma).

Nel 2016 il prezzo record raggiunto dalla vendita all’ asta del primo frutto della stagione disponibile, ha raggiunto i 500.000¥ (circa 4.187 euro).

Il Yubari king.

E’ considerato un melone “sacro”. Si tratta del melone più caro al mondo: due meloni di questa qualità possono essere venduti all’asta anche per 20mila dollari.

I giapponesi sono soliti acquistarli come doni durante la ricorrenza del Chugen (festa di metà anno) e per altri eventi. Un melone al top-grade deve essere perfettamente rotondo e avere una particolarmente crosta, regolare e reticolata; vengono coltivati in serre riscaldate, in estate alcuni coltivatori utilizzano anche l’aria condizionata per mantenere perfette le condizioni di coltivazione per tutto l’anno. Una volta raccolti, si lascia una porzione del penducolo che è tagliata rigorosamente a forma di T per un fatto estetico.


La patata Bonnotte.

Questo tipo di patata si coltiva a Noirmoutier, una piccola isola che si trova al largo della costa occidentale della Francia. È molto pregiata e considerata dagli chef come una piccola pepita d’oro. Il suo prezzo varia ogni anno in base a fattori come la raccolta e arriva tranquillamente a superare i 1.000 euro al chilo.

Il caffè Kopi Luwak.

Il caffè più pregiato del mondo, o perlomeno il più costoso, è fatto di cacca.

Il caffè Kopi luwak è infatti ricavato dalle bacche di caffè parzialmente digerite e defecate da un curioso animale, la civetta delle palme (Paradoxurus hermaphroditus). A dispetto del nome si tratta di uno zibetto, un piccolo mammifero appartenente alla famiglia dei viverridi, simile ad una mangusta. L’equivoco viene dall’errata traduzione, in inglese “civet” vuol dire infatti “zibetto”, ma è stato tradotto con “civetta”. Questo animale, che vive in Cina, Sud Est Esiatico, Java, Sumatra e altre isole indonesiane e nelle Filippine, si nutre tra l’altro di bacche di caffè senza però digerirle.

Da queste bacche, raccolte dalle feci dell’animale, si ottiene il caffè Kopi luwak che viene venduto a circa 800 euro al chilogrammo, più o meno 12 euro a tazzina. Inizialmente i produttori si limitavano a raccogliere manualmente le deiezioni degli zibetti nei pressi delle piantagioni di caffè, ma nel momento in cui è diventato un affare sono iniziati i guai per questi poveri animali.

Il tartufo Bianco d’Alba.

Il Tuber Magnatum Pico, è da sempre considerato il re di tutti i tartufi, il più profumato, il più aromatico, ed il più raro, in quanto tutti i tentativi di coltivarlo sono miseramente falliti.
Questo vero e proprio diamante dei boschi si sviluppa spontaneamente in simbiosi con le radici di specifiche piante, fra cui cerro, rovere, roverella, pioppo, tiglio, nocciolo, carpino e salice bianco.
Le zone in cui questo tartufo si sviluppa sono quelle fra le Langhe ed il Monferrato, e la sua principale zona di produzione è Alba, in provincia di Cuneo, piccola cittadina salita agli onori della cronache proprio grazie ad esso.

Il Tartufo Bianco d’Alba viene raccolto nel periodo che va da Settembre/Ottobre fino a Dicembre.
Il prezzo dei tartufi è come quello dell’oro in tutti i sensi, cioè, oltre ad essere elevato, subisce delle variazioni anche giornaliere, dipendenti da una molteplicità di fattori (primo fra tutti quello della domanda e dell’offerta), solitamente il costo del Tartufo Bianco d’Alba si aggira sui 300 euro l’etto, quindi 3000 euro al kg.

 

L’ Hot Dog di Kobe beef.

Il DougieDog Hot Dog, fast food di lusso “made in Canada”, ha pensato bene di ideare l’hot dog più costoso al mondo.
Gli ingredienti sono: Manzo Kobe rosolato in olio extravergine d’oliva e olio al tartufo, aragosta fresca e un hot dog messo a marinare nel costosissimo Cognac Louis XIII.

Viene venduto, solo su ordinazione, a 100 dollari. Non poco per un alimento che viene solitamente acquistato per strada e consumato camminando.

Difronte a tanta magnificenza, non si può non riservare uno spazio, a conclusione, ad un piatto tipico siciliano, che non ha nulla a che fare con l’argomento trattato, ma che si pone all’apice dell’armonia tra palato e bellezza naturale della nostra amata terra.

Fate largo a sua Maestà la “bottarga”.

Ecco la ricetta per preparare un primo di pasta molto facile e di sicuro successo:

Spaghetti con la bottarga di tonno rosso del Mediterraneo.

  • grattugiate la bottarga
  • grattugiate la scorza del limone
  • lavate e tritate al coltello il prezzemolo.
  • Mettete gli spaghetti a cucinare ed intanto, in una padella versate dell’olio d’oliva e l’aglio che farete soffriggere.
    Quando la pasta sarà al dente, trasferite la pasta nella padella, aggiungete 2/3 della bottarga grattugiata, metà del trito di prezzemolo e del trito di limone. Aggiungete mezzo mestolo d’acqua della pasta e mantecate la pasta.

Servite la pasta con la bottarga ricoprendo con il resto degli ingredienti e spolverando con una macinata di pepe nero.

Mi raccomando, porzioni molto generose!

Autore: Franco La Valva
“Dopo una lunga carriera in banca, posso ora dedicarmi alle mie passioni. Innamorato di fotografia, della musica e della mia meravigliosa terra: la Sicilia. Amo stare all’aria aperta e passeggiare con mia moglie in bici lungo la strada che costeggia lo Stagnone a Marsala.”

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