Cibo e Territorio

Esplorando i campi siciliani alla scoperta delle migliori varietà di frutta secca

27 Aprile 2018

Tempo di primavera e subito vien voglia di organizzare una gita fuori porta alla scoperta di paesaggi incontaminati che la nostra bellissima isola ci offre.
Via dalla città, approfittando dei ponti di primavera, con uno zaino sulle spalle, armati di acqua fresca e macchina fotografica ci incamminiamo tra i boschi e i sentieri delle campagne siciliane.

In questo articolo vogliamo parlarvi di frutta secca e di tutte le varietà ormai riconosciute nel mondo come vere eccellenze che vengono coltivate in Sicilia. Negli ultimi anni la frutta secca sta vivendo un vero e proprio boom, presente sulle tavole di tutti gli italiani e consigliata dai nutrizionisti per uno spuntino salutare indicato in qualsiasi momento della giornata, dalla pausa in ufficio a prima e dopo l’attività sportiva.
La frutta secca ricca di vitamine, fibre, sali minerali e omega 3 è davvero un prezioso alleato per la nostra salute e il nostro benessere.

Da anni si sente parlare della bontà dell’oro verde e bianco, rispettivamente il pistacchio di Bronte e la mandorla di Avola. Partiamo dunque dal prezioso pistacchio.
La nostra prima tappa però non sarà nella più rinomata Bronte, ma bensì a Raffadali, in provincia di Agrigento. Qui viene coltivato un pistacchio altrettanto buono e di altissima qualità, che mira a raggiungere presto il marchio DOP. La raccolta avviene tra agosto e settembre e culmina con un festival nel paese di Raffadali per promuovere le eccellenze agroalimentari locali e far degustare tantissimi piatti a base di pistacchio, dai dolci alle creme agli oli spremuti a freddo.

Alla domanda su quale sia il migliore tra il pistacchio di Bronte e quello di Raffadali, non c’è una risposta. Il primo cresce su terreni di origine vulcanica alle pendici dell’Etna e in condizioni climatiche diverse. Il pistacchio di Raffadali è coltivato su suoli calcarei e argillosi ed è influenzato da un clima meno rigido. Queste combinazioni conferiscono al prodotto caratteristiche organolettiche diverse. Il gusto si sa è soggettivo per cui noi consigliamo di provarli entrambi, non smetterete più di mangiarli! 😉

Dal cuore della Sicilia ci spingiamo adesso verso la parte più meridionale dell’isola, ci dirigiamo ad Avola in provincia di Siracusa, luogo ben noto per la produzione di mandorle.
Il consorzio che le tutela include solo tre cultivar: Pizzuta, Fascionello e Romana (o Corrente d’Avola), utilizzate sia dalle pasticcerie che dalle più rinomate confetterie.
Originarie della zona di Avola, sono le cultivar di mandorle più pregiate sui mercati internazionali. La fioritura cade in pieno inverno e le mandorle proliferano solo nelle zone di marina e di bassa collina, dove sono molto rare le gelate tardive che altrimenti danneggerebbero il prodotto. Inoltre, quell’area di Siracusa è tra le più soleggiate d’Italia. Il terreno salmastro conferisce al prodotto un sapore davvero unico!

Adesso risaliamo la costa orientale, l’Etna si staglia all’orizzonte e incombe su di noi in tutta la sua meravigliosa maestosità. La varietà di vegetazione che vediamo in questo suolo vulcanico è davvero sorprendente. E’ molto fertile e permette la coltivazione di pistacchinoccioleti, noceti ma anche tantissimi vigneti. Negli ultimi anni diverse cantine dalle più celebri ai piccoli vignaioli sono approdati alle pendici della montagna per dar vita a vini di altissimi qualità. Spicca tra tutti l’Etna doc, il Nerello mascalese e il Carricante. Il terroir vulcanico dona un gusto e un profumo unico ai prodotti che lì vengono coltivati. Un sapore intriso di storia, di sole e di calore che siamo felici di far conoscere in tutto il mondo!


Made with by DRTADV